Accendiamo la luce in Ruanda

Con la Spes Vitae di Sandro Colombo. La richiesta che viene dalla missione di Muhura ha il sapore di una sfida molto grande: si tratta di riuscire a portare l'elettricità ad una comunità che conta da 80.000 a 120.000 persone

di Enrica Galeazzi

 

Sandro Colombo, architetto, una vita spesa per lo più a progettare case: ville, palazzine, palazzi, quartieri come contrada Baronio e Ia galleria Europa. Soprattutto negli ultimi anni però è conosciuto anche come pittore. Lo aveva ispirato, in particolare, una visita ai ritratti celebri della mostra "L'anima e il volto" al Palazzo Reale di Milano. Aveva deciso lì per lì di ritrarre a sua volta, non solo i volti di personaggi conosciuti e famosi, ma la gente comune. Lavorando alacremente per un anno, ha fotografato e poi immortalato sulla tela ben 120 abbiatensi. Questi ritratti sono stati presentati in una mostra nel 2000, nei locali dell'ex pretura. L'evento creò molto interesse e curiosità. Ma mentre lavorava alla preparazione di questa mostra, cercava anche un modo, uno strumento valido per esprimere concretamente la sua solidarietà.

E' per questo che ha fondato I'Associazione "Spes vitae"? "Ho contattato varie associazioni, racconta l'arch. Colombo, dichiarando la mia disponibilità a finanziare progetti precisi, finalizzati a risolvere grandi problemi primari come quello della fame e della sete, purtroppo ancora presenti in molte parti del mondo. Il denaro sarebbe stato gradito ma nessun progetto e preventivo mi è mai arrivato. Per di più era il momento di vari scandali legati ad associazioni umanitarie, come quello che ha coinvolto l'associazione Arcobaleno in Kosovo. L'Italia è forse il Paese in cui si conta il maggior numero di associazioni. Sono migliaia, ma anche le cosiddette no-profit non sono sempre trasparenti. Ricordo per esempio che mi ha colpito nel 2001 ciò che i media hanno dimostrato della Croce Rossa, una delle più importanti associazioni umanitarie che opera in tutto il mondo: le sue raccolte di fondi servono infine solo a pagare le società che hanno raccolto il denaro. A quel punto, ho deciso di fondare una nuova associazione per aiutare chi ha bisogno: il 4 aprile 2001 è nata "Spes vitae". Ho pensato in particolare a quei paesi dove si lotta per la sopravvivenza, il terzo mondo ha indiscutibilmente più bisogno di paesi a noi più vicini. Il tramite che ho scelto sono stati i Padri Barnabiti dell'Istituto Zaccaria in via Commenda a Milano, dove ho studiato in gioventù. Mi hanno prontamente messo in contatto con una loro missione in Ruanda. I loro missionari che operano in questo paese africano sono circa 18, dislocati in varie missioni. In quella di Muhura opera un solo padre, che aiutato da un laico ruandese si occupa di 600 bambini. Ho chiesto quale fosse il bisogno primario per cui avremmo potuto dare una mano. Mi aspettavo Ia richiesta di pozzi per l'acqua ma mi hanno spiegato che in questi 20 anni di lavoro della missione, questo problema è stato affrontato e in qualche modo risolto. A sorpresa hanno invece espresso l'esigenza di avere una scuola nella loro zona. Ho chiesto un progetto ed un preventivo che mi sono stati prontamente inviati il 18 giugno 2001.

I ritratti realizzati da Sandro Colombo

La nuova scuola costruita a Kirwa - Ruanda

Un preventivo particolareggiato dei lavori di costruzione per l'ammontare di 11.364.472 franchi ruandesi, pari a circa 20 mila dollari. Ho ricevuto puntualmente scritti e fotografie che mi tenevano informato dell'andamento dei lavori. L'ultima lettera annuncia che il 23 settembre a Kirwa, a 25 km da Muhura, 150 ragazzi inaugureranno la scuola iniziando l'anno scolastico. Ora i ragazzi non saranno più costretti a rimanere a casa o a percorrere una decina di km a piedi ogni giorno per raggiungere la scuola in un altro villaggio. La vendita dei ritratti agli abbiatensi è servita a costruire questa scuola. Mi piace pensare che ogni mattone, ogni banco, sedia, cattedra, tutti oggetti in legno fabbricati da artigiani locali sono il corrispondente del volto di tanti miei concittadini più o meno conosciuti nella nostra città, che ho voluto ritrarre a tutti i costi, lavorando alacremente, anche nei giorni di festa per realizzare questo progetto a cui tenevo molto.

"Ha ricevuto altre richieste? Ha altri progetti? " La richiesta che viene dalla missione ora ha il sapore di una sfida molto grande. Si tratta di riuscire a portare l'elettricità ad una comunità che conta da 80.000 a 120.000 persone. Per me, per noi della Spes vitae è un grande sogno perché l'energia elettrica cambierebbe in modo radicale l'economia poverissima della regione in cui si trova Muhura. L'elenco dei distretti e di come verrebbe utilizzata l'energia elettrica è lunghissimo. Servirebbe per un centro ospedaliero, per l'estrazione mineraria, per scuole, negozi, attività artigianali... Il progetto è pero molto ambizioso e costoso, un primo preventivo superava di parecchio il miliardo. Sono in attesa di un secondo preventivo che a loro volta il sindaco di Muhura ed il ministro per I'elettricità attendono dalla società delle linee elettriche. L'associazione si è impegnata a contribuire a realizzare questo progetto. Ancora una volta, questo sogno altrimenti irraggiungibile per migliaia di persone, si può avverare con il nostro aiuto. Ed ecco che per la raccolta fondi la Spes vitae con il Circolo Fotografico Abbiatense, ha dato il via ad una nuova iniziativa: questa volta saranno fotografati migliaia di volti abbiatensi. Queste foto a formato ritratto, realizzate dagli esperti, apprezzati fotografi del Circolo, saranno vendute a un prezzo concordato ed il ricavato sarà destinato ad "accendere" i villaggi di Bugarura, di Mamfu, di Rwasama, di Rumuli, del distretto di Muhura. Con il sindaco di Muhura si è anche parlato di un possibile gemellaggio, per conoscerci meglio e confrontare le realtà così diverse delle nostre rispettive residenze: Abbiategrasso e Muhura! Ne ho parlato con padre Mario Maria Falconi, il missionario di Muhura: sarebbe importante ed interessante che i ragazzi abbiatensi iniziassero un contatto epistolare con i loro coetanei della missione. Già in Fiera, ad ottobre presenteremo i primi ritratti fotografici e illustreremo l'iniziativa al pubblico. Chi acquisterà un ritratto, il suo, quello di un familiare, di un amico o di chiunque altro, saprà che il suo contributo servirà ad accendere una lampadina in un paese sperduto del Ruanda e cambierà per sempre la vita e le prospettive di uomini, donne, bambini, da oggi e per le generazioni future."

(Il Settimanale - 20 Settembre 2002 - pag. 16)
 

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