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Milano, 1 novembre 2008 P. Fabien, barnabita |
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Milano, 10 luglio 2008 P. Fabien |
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Bukavu, 1 settembre 2007 P. Fabien
Associazione Amici delle Missioni dei Padri Barnabiti |
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Milano, 10 ottobre 2006 Associazione Amici delle Missioni dei PP. Barnabiti
Aiutiamo dei bimbi africani a studiare e a crescere felici! Più che la fame o le malattie, la grande sofferenza di molti giovani e bambini è quella di non poter continuare gli studi perché studiare, ottenere un diploma, è il sogno di tutti loro. Oggi sappiamo sempre più chiaramente che il progresso economico di un paese dipende soprattutto dallo sviluppo della scolarizzazione. “E’ vergognoso che, nel 2006, ci siano ancora 115 milioni di bambini nel mondo a cui è negato il diritto all’educazione primaria” ci dice un rapporto dell’organizzazione Save the children. E il problema non riguarda soltanto l’educazione scolastica dei bambini, ma anche l’alfabetizzazione in generale, di bambini e di adulti. “Attraverso l’alfabetizzazione non si insegna soltanto a leggere e a scrivere – ha detto Mons. Aldo Martini, presidente dell’Opera di promozione dell’alfabetizzazione nel mondo (Opam) – ma si insegna a non essere sfruttati, ad organizzare meglio la vita”. L’analfabetismo va di pari passo con la povertà, lo si ripete continuamente, ma pochi progressi sono stati fatti in questo campo, e ancora adesso nel 2006, 800 milioni di persone sono ancora analfabete. Sono certamente problemi politici, che riguardano il rapporto fra i nostri paesi ricchi e i paesi poveri del mondo, e sono problemi che non saranno mai risolti definitivamente. Tuttavia la generosità che avete mostrato in questi anni, attraverso le adozioni a distanza di bimbi africani, ha veramente aiutato tanti di loro senza allontanarli dalle loro famiglie né privarli della loro cultura . E’ per questo che ora, a nome loro, voglio esprimere a tutti voi la loro gratitudine e il loro e mio grazie per quello che avete fatto, certo che il vostro aiuto continuerà ancora e permetterà loro di continuare ad andare a scuola e crescere con maggiore serenità. p.Costantino Frisia |
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Milano, 10 ottobre 2005 * * * * * Carissimi Amici delle Missioni,
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| Monza, 4 novembre 2004
Carissimi, all’inizio di un nuovo anno scolastico desideriamo inviarvi due testimonianze che ci sono giunte e che riguardano l’iniziativa di sostegno allo studio per i bambini africani. La prima è a firma di P. Giovanni Sala che, essendo il primo promotore di questo progetto di aiuto, dopo molti anni di missione in Rwanda è da poche settimane rientrato in Italia, divenendo Superiore della comunità di S. Barnaba a Milano e Procuratore delle Missioni per la Provincia barnabitica del Nord Italia. La seconda è di P. Deogratias Kahuranyi, sacerdote barnabita africano che, come altri suoi confratelli, si appresta a guidare le comunità di Congo e Rwanda, sostituendo nelle loro responsabilità i barnabiti giunti tanti anni or sono dall’Italia. Nelle loro parole la riconoscenza per tanti sforzi e sacrifici fino ad ora fatti, ma anche forse un po’ di apprensione per un futuro che, ancora oggi, appare incerto e quantomai bisognoso di sostegno … A tutti voi il loro e nostro ringraziamento ed un caro saluto. Associazione Amici delle Missioni dei PP. Barnabiti
Caro Amico, cara Amica delle Missioni, la scelta che hai compiuto di sostenere a distanza un bambino o una bimba africani non è stata un semplice gesto di generosità. E' infatti una scelta che non vuole niente per sé, ma si apre a garantire una vita migliore a un bambino, nel suo Paese, nella sua famiglia. Una famiglia certamente povera, ma capace di dare ai suoi bimbi affetto, protezione e cura. Una famiglia che soffre quando non ha nulla da dare ai suoi figli, quando non può mandarli a scuola, quando non può curarli nella malattia perché tutto questo costa, e per i poveri costa sempre troppo. Ecco che allora il tuo sostegno è stato e continua a essere una boccata d'ossigeno per tante famiglie africane, un sorriso in più regalato ai bambini, una tranquillità in più per i loro genitori. Per tutto questo noi missionari, ma più ancora le mamme africane ti dicono grazie davvero, un grazie grande quanto il loro sorriso. Tuttavia il centro dell'Africa, come tante altre zone dimenticate dalla Tv, vive ancora oggi una situazione di grande instabilità, politica e economica, che rende sempre molto faticoso il processo di affrancamento dalle povertà e dai bisogni, anche quelli primari. Così, se il bambino o la bambina che tu da molti o pochi anni hai aiutato ora è cresciuto, tanti altri fratellini, sorelline si affacciano alla vita. E' per loro, per questi bimbi, che ti chiediamo di continuare a sostenere queste belle “adozioni lontane" eppure tanto vicine. Un bambino che ci ricorda che non per tutti c'è il pane con la nutella, la play station e il resto. Un bambino che, con il suo sorriso, mantiene vivo in noi il senso vero della famiglia, una famiglia che, come la tua, è pronta ad amare e ad aprire la sua porta per regalare un sorriso. Se questa è stata ed è per la tua famiglia una bella esperienza, dillo anche ai tuoi amici: in Africa sono tante le famiglie che aspettano anche il loro aiuto. Grazie ancora. P. Giovanni Sala
VOCI DALL'AFRICA Carissimi amici delle Missioni, mettiamo a profitto il viaggio dei nostri cari Padri in Italia per esprimervi tutta la nostra gratitudine per il bene che finora avete fatto, non senza sacrificio, per i più bisognosi delle missioni barnabitiche africane, anche per l'anno scolastico appena trascorso. E' possibile però che qualcuno pensi che il suo contributo sia stato indifferente, cioè che qualcuno non si renda conto di quanto bene fa nel mandare un aiuto per gli studi di un bambino dell'Africa, specie nella Repubblica Democratica del Congo. Per questo mi pare utile, anzi d'obbligo, dirvi com'è la loro situazione oggi, e quella del loro Paese. Da 12 anni non esiste più stipendio per gli operai né per gli insegnanti. Parole come salario, pensione e via dicendo sono rimaste solo nel vocabolario. Infatti prima la situazione sociale è andata peggiorando con la dittatura dell'ex Presidente Mobutu, morto in seguito alla guerra scoppiata nel 1996, guerra che ha interessato la parte orientale della Repubblica Democratica del Congo al confine con il Rwanda, proprio la zona nella quale si trova buona parte delle comunità barnabitiche d'Africa. Ora anche, il nuovo governo non è riuscito ad assicurare l'istruzione ai bambini congolesi e neppure ad assegnare uno stipendio minimo agli insegnanti. Molti di quanti avvicinano questa realtà, in questa parte del mondo, forse si chiedono, come Giovanni il Battista: “E io che cosa devo fare?”. Molti si sono privati di qualcosa e hanno sfidato la storia: siete proprio voi. Purtroppo, anziché rialzarsi, il Paese è sprofondato in una crisi politica dovuta a una nuova ribellione nel 1998: cinque anni di stragi, stupri, arruolamento di bambini soldato ormai disperati. Dopo cinque anni le forze presenti, con l'aiuto spesso complice della comunità internazionale, si sono messe a dialogare. Così da due anni si è avviata una fase di transizione verso le prime eventuali elezioni in questa antica colonia belga. Negli ultimi dieci anni i figli dei grandi, politici come uomini di finanza, hanno continuato a studiare, chi all'estero chi nelle scuole private molto care, perché gestite da loro stessi, mentre i figli dei dipendenti dello Stato e la maggior parte del popolo congolese sono rimasti e continuano a rimanere senza istruzione. E' evidente che, in questo modo, la classe dirigente sarà sempre la stessa, mentre la maggioranza della popolazione rimarrebbe analfabeta, con le conseguenze che tutti possiamo immaginare. E' questo il motivo per il quale la Chiesa ha incoraggiato i genitori, sebbene già allo stremo, a fare uno sforzo supplementare per l'istruzione dei bambini, concordando una quota, anche se minima, da versare agli insegnanti, anch'essi lasciati senza retribuzione. Fa impressione vedere ragazzi e ragazze vestiti di stracci o quasi, seduti su un pezzo di legno perché non si riesce a trovare uno sgabello per seguire "comodamente" le lezioni di un insegnante affamato, anche lui con famiglia a carico, anche se con tutta la buona volontà. Per chi non ha visto coi suoi occhi, tutto questo potrebbe sembrare un film. E' invece la realtà, la triste realtà dell'altra parte dei nostro mondo. Molti genitori, anche dandosi da fare al massimo, non riescono a sostenere neppure il versamento di 100 dollari all'anno, tutto compreso; molti altri, che pure hanno un lavoro, sognano di arrivare a guadagnare 10 dollari al mese. Sono ancora tante le famiglie che non riescono ad assicurare ai loro figli un pasto completo al giorno; a fatica riescono a garantirne uno ogni due giorni. Peggio ancora nei villaggi più danneggiati dalla guerra che ha distrutto tutto, laddove i gruppi armati hanno cacciato via la gente verso le città, anch'esse soffocate, quando ancora la gente è stata semplicemente sterminata. Scusate se non continuo, perché il pensiero di queste atrocità rinnova in me un dolore troppo grande. Tuttavia molti, anche se non tutti, hanno trovato nella Chiesa l'unica possibilità di soccorso. E non possiamo dimenticare che, quasi un'ironia della sorte, la Repubblica Democratica dei Congo è un Paese di una bellezza squisita, naturalmente e scandalosamente ricco, come suolo e sottosuolo. Grazie al vostro contributo, i Barnabiti sono riusciti a far studiare numerosi bambini africani dei quali potete essere orgogliosi. Alcuni di loro frequentano scuole affidate dallo Stato alla direzione dei Barnabiti, come l'istituto Nyamokola (che significa "Salvatore”) e il Kitumaini (che significa "speranza"), i cui nomi denotano la fiducia della gente per queste scuole. Altri ancora frequentano scuole vicine. Il vostro contributo allontana così tanti bambini dall'incubo dell'analfabetismo, del banditismo cieco, e trasforma anche voi in missionari, pur senza uscire da casa. Quanto vi siamo grati! Insieme alla nostra gratitudine, vorremmo rivolgere a ciascuno di voi i tanti sguardi, pieni di speranza, di tanti bambini e ragazzi africani, il cui avvenire è sì nelle mani di Dio, ma dipende anche dalla nostra e vostra generosità, che non è mai mancata, ricordando sempre che quello che date è spesso frutto di non pochi sacrifici. Per quello che avete già fatto e per quel che vorrete fare ancora, noi imploriamo che Dio stesso vi dia in ricompensa il cento per uno, insieme alla gioia di vedere l'africano uscire dalla spirale della povertà attraverso l'istruzione. Proprio in questa ottica i Padri Barnabiti sono impegnati anche nella formazione dì nuovi sacerdoti africani, opera questa che ha dato e sta dando buoni frutti. Lo testimonia, già da quest'anno, l'apertura di uno Studentato teologico in fase di allestimento a Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo. Qui alcuni novizi hanno iniziato, altri invece continuato la loro formazione teologica: si tratta di otto giovani religiosi Barnabiti congolesi, sotto la guida del caro P. Fabien, già superiore della Pro Provincia africana. Così come formare una donna è come formare una nazione, così anche formare un religioso è come contribuire a edificare la Chiesa e il mondo. Sia benedetto il vostro impegno quotidiano, e a tutti l'augurio di pace e serenità nel nome di Cristo Signore nostro. P. Deogratias Kahuranyi |
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Monza, 27 Ottobre
2003 Carissimi, ancora oggi, più che ieri, 110 milioni di bambini africani non hanno diritto all’istruzione e all’educazione, un fatto questo dovuto alle varie difficoltà generate dall’instabilità politica e sociale di tutto il continente africano, soprattutto evidente nella regione dei grandi laghi dove operano i missionari barnabiti. In questa regione
dell’Africa come ovunque sul continente, lo stato di giustizia, di diritto non
esiste più; la gente vive in grande miseria; anzi la gente non vive ma
sopravvive e in concreto la Chiesa (i missionari) rimane l’unico punto di
riferimento; ma è una Chiesa, come lo sapete, povera, perché priva di risorse
proprie e costretta a contare quasi esclusivamente sugli aiuti che vengono
dall’Occidente. E’ in questa prospettiva che
si situa l’operare dei Padri Barnabiti, che cercano di utilizzare sempre al
meglio ciò che viene loro inviato. I Padri, fedeli al carisma del nostro Santo
Fondatore si sforzano di venire incontro alla gente soprattutto nell’aspetto
sociale, l’assistenza a livello dell’educazione, contro la piaga
dell’analfabetismo. Vogliamo qui rinnovare i
nostri sinceri ringraziamenti a tutti gli amici delle nostre missioni. Grazie ai
vostri aiuti, le nostre comunità di Birava, Mbobero, Kigali, Muhura riescono a
venire incontro a questi giovani, facendoli studiare, anche se più si va avanti
più i bisogni si fanno sempre sentire e più il numero dei bambini da fare
studiare aumenta. Siamo passati dal numero abituale che conoscete a più di
3250. Questo è dovuto al fatto che
sempre più giovani ricercano l’opportunità di affrontare il mondo di domani
in maniera più responsabile, e non vogliono più ridursi a “mendicare”
sempre da altri, ma vogliono prepararsi a poter prendersi carico di se stessi un
domani. Questo è il nostro scopo: persuasi dall’adagio cinese: “se dai a
qualcuno un pesce mangerà e poi avrà ancora fame, ma se gli insegni a pescare
diventerà più autonomo”. Ecco la nostra preoccupazione e quindi l’aumento
del numero di bambini da fare studiare è giustificato ma i mezzi sono sempre più
limitati. Contiamo sul vostro aiuto e vi
rassicuriamo che le nostre comunità sanno sempre discernere chi tra i ragazzi
ha più bisogno dell’assistenza. Si evita così la delinquenza, la prigione ed
ogni bambino mandato a scuola è un bambino salvato, soprattutto negli stati in
cui i bambini che non hanno la possibilità di studiare a volte sono costretti a
fare il militare con tutti i rischi che ciò comporta. Saremo tutti assediati da
mille difficoltà, non sarà facile, ma vi possiamo assicurare con tutta la
certezza che la Chiesa e noi missionari intensificheremo la nostra azione perché
la già estrema povertà non generi miseria. Sapremo uscire anche da questa
grande prova con la perseveranza di tutti e il vostro incessante e benevolo
aiuto. P. Jacques Buhendwa (Congo) |
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Monza, Dicembre 2002 Si
è celebrata il 20 Ottobre la Giornata Missionaria Mondiale. Proponiamo qui una
sintesi del messaggio che il Papa, come consuetudine, ha rivolto a tutta la
Chiesa.
La
Missione evangelizzatrice della Chiesa è essenzialmente l’annuncio
dell’amore, della misericordia e del perdono di Dio, rivelati agli uomini
mediante la vita, la morte e la risurrezione di Gesù Cristo, nostro
Signore.
Proponiamo
ora una testimonianza diretta dalle
nostre missioni da parte di P. Fabien Muvunyi, parroco di Mbobero, in questi
giorni di passaggio in Italia.
Carissimi,
nella
mia esperienza pastorale, or sono dieci anni da quando sono stato ordinato prete
e lavoro nella Missione di Mbobero, ho scoperto che l’errore fondamentale
della nostra società è di non cercare ciò che porta certi giovani allo
sbandamento, ciò che li spinge alla delinquenza e a ribellarsi contro di essa
senza curarsi della propria vita.
L’altro
nome dell’Adozione Scolastica si chiama LOTTA CONTRO L’IGNORANZA, sorgente
di tutte le miserie. Un bandito californiano di nome Charlie Chessman diceva in
una intervista, alla vigilia della sua morte: “... è infinitamente più
facile e più umano cercare di salvare il giovane delinquente che distruggere la
sua anima o indurirlo al punto di farlo diventare prima o poi un criminale di
professione o un assassino (...).”
Come
ben sapete abbiamo tre scuole da 12 a 14 classi ciascuna, tanto per parlare solo
della scuola elementare. Due di queste sono costruite in legno: spetta alle
termiti di fare il loro lavoro, mentre le lamiere sono sempre portate via dalla
prima tempesta della stagione delle piogge. Ma il problema più grave è che più
della metà di questi bambini pagano non il salario dell’insegnante, ma
piuttosto le conseguenze di queste guerre assurde, fra cui la disoccupazione dei
loro genitori. Ditemi, se non ci fosse l’iniziativa dell’adozione
scolastica, quale sarebbe l’avvenire di questi ragazzi?
Ecco
perché, carissimi amici delle Missioni dei Padri Barnabiti in Africa, vi mando
questa lettera di ringraziamento per tutto quello che fate, anche se non riesco
a trovare le parole adatte.
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Monza, 3 Dicembre 2001 Padre Mario Falconi, Missionario di Cristo |
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Monza, 6 Dicembre 2000 Gruppo Missionario Carrobiolo Monza Carissimi amici,
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Monza, 3 Aprile 2000 P. Giovanni M. Sala
Balola Muderhwa, Prefetto degli studenti A tutti i più cordiali Auguri di Buona Pasqua! |
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Monza, 10 ottobre 1999 Gruppo Missionario Carrobiolo Monza
Cordialmente, P. Fabien Muvunyi, Parroco di Mbobero |
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Monza, 23 Marzo 1999 Gruppo Missionario Carrobiolo |
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Monza, 28 Settembre 1998 Gruppo Missionario Carrobiolo Monza
Mario M. Falconi, Missionario di Cristo |
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Monza, 10 gennaio 1998
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Monza, 7 ottobre 1997 Gruppo Missionario Carrobiolo Monza |
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Muhura, giugno 1997 Gruppo Missionario Carrobiolo Monza |
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Monza, 1 dicembre 1996 Gruppo Missionario Carrobiolo Monza |
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Monza, 7 ottobre 1996 Gruppo Missionario Carrobiolo Monza
Mario M. Falconi, Missionario di Cristo |
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Monza, 28 giugno 1996
"Le atrocità e gli orrori visti e vissuti dai bambini non hanno precedenti
... ", è così che si legge nel rapporto impressionante messo a punto
dall’UNICEF riguardante la situazione dei bambini in Rwanda. Ecco alcune
statistiche: P.Giovanni M.Sala, Barnabita |
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Monza, 24 marzo 1996 ![]() |
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Monza, 20 ottobre 1995 Gruppo Missionario Carrobiolo Kigali, 28 agosto 1995 Patrizia |
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Monza, 6 aprile 1995
n°. 30064208 intestato a
Raccomandiamo inoltre a tutti di non esitare a farci pervenire eventuali
comunicazioni o suggerimenti, utilizzando lo spazio per la causale sul retro del
bollettino oppure scrivendoci al nostro indirizzo di Monza. Al fine di
permettere un corretto aggiornamento delle liste degli aderenti, vi chiediamo
inoltre di indicare sempre sui bollettini come versante la persona a cui risulta
indirizzata la presente lettera.
Gruppo Missionario Carrobiolo
P. Mario Falconi, Missionario di Cristo
P. Fabien M. |
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Monza, 2 dicembre 1994 Gruppo Missionario Carrobiolo
Milano, 13 novembre 1994 |
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